For Heaven's Sake
Harold Lloyd raggiunse l’apice della sua carriera intorno alla metà degli anni Venti, vestendo i panni caratteristici del bravo ragazzo americano, occhialuto, ambizioso e arrivista, sempre teso alla conquista del successo, sia esso un affare o una donna, esuberante ed ottimista (in perfetta sintonia con lo spirito dell’America dei ruggenti anni Venti), pieno di risorse e dalle funamboliche prestazioni nel superare gli ostacoli come nel togliersi dai guai.
Seppe a lungo rivaleggiare con le altre stelle della silent era come Charlie Chaplin, Buster Keaton, Harry Langdon, contendendosi i favori del pubblico e il titolo di attore più pagato del momento (nel 1921 arrivò a guadagnare circa 2.000 $ alla settimana, cioè quasi 25.000 dollari attuali). Considerato il re degli scavezzacollo per le ardite interpretazioni che lo vedevano spesso in equilibrio precario in cima a qualche cornicione, il fotogramma che lo ritrae appeso alla lancetta dell’orologio di un grattacielo, sospeso sopra la strada trafficata in Safety Last! (1923) è una delle più celebri icone del cinema muto.
Al centro di For Heaven’s Sake troviamo una fauna pittoresca di benefattori, ladri, ubriaconi, picchiatori, ai quali diedero il volto alcuni tra i migliori caratteristi in circolazione a Hollywood. Ricco di gag e inseguimenti, For Heaven’s Sake non solo divertiva il pubblico, ma soddisfaceva anche i proprietari dei cinema. Il film si segnala per la ricerca di soluzioni tecniche e stilistiche originali, punti di vista imprevisti e insoliti (la macchina da presa infossata in una buca posta al centro della strada, riprende la fuga del ciclista inseguito dall’autobus); gli scatenati camera-car della rocambolesca corsa contro il tempo finale sono indubbiamente una delle cifre stilistiche del film.
Secondo una recensione di Variety, “è…fatto su misura per l’esercente. È pieno di risate generate dall’azione, con un colpo dopo l’altro in rapida successione…”.
For Heaven’s Sake incassò la straordinaria cifra di 2,5 milioni di dollari, di poco inferiore ai 2,6 milioni di dollari di successo di The Freshman (1925).
Le recensioni dell’epoca di For Heaven’s Sake furono unanimemente positive, The Film Daily, nell’aprile del 1926 scrisse: “Ecco Lloyd in un altro film che si preannuncia un grande successo al botteghino. Gag divertenti, ritmo incalzante e inquadrature sorprendenti. Tutto perfetto per un film che farà soldi”.
For Heaven’s Sake (Il re degli straccioni, 1926)
regia: Sam Taylor; soggetto Ted Wilde, Clyde Bruckman; sc. Ralph Spence; fot. Walter Lundin; mont. Allen McNeil; scen. Liell K.Vedder; interpreti: Harold Lloyd, Jobyna Ralston Noah Young, Jim Mason, Paul Weigel, Hal Craig; prod. Harold Lloyd Corporation; dist. Paramount Pictures. USA 1926; dur. 58’.
LE MUSICHE
Oscar Marchioni, composizione, direzione e pianoforte.
Zerorchestra: Francesco Bearzatti (sax tenore e clarinetto), Mirko Cisilino (tromba), Luca Colussi (batteria), Luca Grizzo (percussioni ed effetti sonori), Didier Ortolan (clarinetti), Gaspare Pasini (sax alto), Romano Todesco (contrabbasso), Luigi Vitale (vibrafono).
Anteprima: Sacile, Teatro Zancanaro, evento di preapertura 45^ edizione “Le Giornate del Cinema Muto”, 2 ottobre 2026.