The Patsy
L’attuale reputazione critica di Marion Davies si basa sostanzialmente su due film muti da lei interpretati nel 1928 per King Vidor. Uno dei maggiori registi americani del periodo, Vidor aveva la sensibilità e il talento per utilizzare al meglio le doti di attrice di lei e nel contempo il coraggio di respingere le pressioni fatte, sia pure a fin di bene, da William Randolph Hearst (magnate dell’editoria cui si ispirò Orson Welles in Citizen Kane/Quarto potere). I due film, The Patsy e Show People (Maschere di celluloide) sono entrambi un vero incanto.
Show People – affascinante spaccato di autentica vita hollywoodiana degli anni ‘20 – è oggi il titolo più famoso. The Patsy, tuttavia è forse anche migliore come vetrina per il talento comico della funny lady Marion. Ci sono meno distrazioni, lei ha per più tempo lo schermo tutto per sé e ne fa buon uso. Energica, indomabile, spumeggiante, ma anche capace di una delicata sobrietà, dimostra una volta per tutte di essere una vera star. Nella scena più celebre del film esibisce il suo talento per la mimica imitando con incredibile perfezione Mae Murray, Lillian Gish e Pola Negri – all’epoca le prime due erano, come lei, dive MGM, mentre The Three Sinners (Vita nuova), con Pola Negri, uscì quasi contemporaneamente a The Patsy.
Oltre che su Marion Davies, The Patsy può contare su un cast di eccellenti comprimari (per non parlare del geniale autore delle didascalie, Ralph Spence). Un veterano del cinema comico come Dell Henderson, che aveva appena lavorato per Vidor in The Crowd (La folla), interpreta il padre della protagonista, mentre sua sorella è impersonata da Jane Winton, un’ex “fanciulla delle Follie” di Ziegfeld che stava facendo carriera nel cinema e che già apparsa con Marion in The Fair Co-Ed (Giovinezza prepotente). Marion Davies trova un’eccellente spalla comica in Marie Dressler, l’autoritaria, terribile madre che all’epoca stava cercando di riemergere da un lungo periodo di immeritata oscurità – da questo punto di vista la scrittura in The Patsy rappresentò per lei una tappa particolarmente importante. “Dopo due otre rulli di pellicola”, scrisse Photoplay, “il regista deve aver gettato via il copione – e forse anche il suo megafono – affidando il film a Marion Davies. La cosa giusta da fare, perché quando Marion scatena la sua clownerie, il risultato è quel genere di commedia i cui meriti si traducono in sale stracolme”.
I film di Vidor sono considerati l’apice della carriera di Marion che, dopo un incerto passaggio al sonoro, si allontanò gradualmente dal cinema, concludendo la sua carriera alla fine degli anni ’30, impegnandosi in generose attività filantropiche. [J.B. Kaufman]
The Patsy (Fascino biondo, 1928)
regia: King Vidor; interpreti: Marion Davies (Patricia Harrington), Orville Caldwell (Tony Anderson), Marie Dressler (Ma Harrington), Dell Henderson (Pa Harrington), Lawrence Gray (Billy), Jane Winton (Grace Harrington); scen: Agnes Christine Johnston, dalla pièce di Barry Connors (1925); fot.: John Seitz; didascalie: Ralph Spence; sc.: Cedric Gibbons; mont.: Hugh Wynn; cost: Gilbert Clark. Prod.Cosmopolitan / Metro Goldwin Pictures, USA 1928; dur. 84’.
LE MUSICHE
Davide Coppola: composizione, orchestrazione, direzione.
Marco Battigelli: orchestrazione.
Zerorchestra: Francesco Bearzatti (sax tenore), Mirko Cisilino (tromba), Didier Ortolan (clarinetti), Giulio Scaramella (pianoforte), Romano Todesco (contrabbasso), Luigi Vitale (percussioni).
Accademia Musicale Naonis: Lucia Clonfero (violino), Francesca Baldo (violino), Igor Dario (viola), Alan Dario (violoncello).
Anteprima: Pordenone, Arena Largo San Giorgio, “Cinema sotto le stelle”, 22 agosto 2026.