Aurora

Una storia d’amore che ha fatto la storia del cinema: grande romanticismo unito ad una grande tecnica. Sunrise (Aurora, 1927) capolavoro del muto, capace di fondere uno dei massimi talenti tedeschi con le tecniche hollywoodiane è firmato da Friedrich Wilhelm  Murnau, regista di Nosferatu e di Faust. Nonostante la tecnica usata sia particolarmente innovativa la pellicola non perde mai in tensione emotiva e in capacità narrativa. Maestosa anche la scenografia di Rochus Gliese, una grande città costruita negli studi Fox vicino a Beverly Hills con tanto di tramvie, rotaie sopraelevate, luna-park avveniristici capaci di creare un’atmosfera tutta particolare, in netto contrasto con le paludi e le immagini bucoliche di una tranquilla vita in fattoria.

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Sapienti dissolvenze fanno da sfondo alle due storie del film: una passione torbida che spingerà un marito ad architettare insieme alla sua amante “la donna della città” l’omicidio della moglie; e l’amore “puro”, romantico, verso la madre del proprio figlio che verrà risvegliato dalla visione casuale di un matrimonio e dalle famose parole “ti amerò per tutta la vita, nel bene e nel male, in ricchezza e povertà…”.  Il finale è dovuto: l’uomo risvegliato dai sensi di colpa e schiacciato dalle proprie responsabilità rinnega la passione (probabilmente un accecamento momentaneo) e sceglie (ritrovando un amore solo sopito) la famiglia. L’aspetto che più colpisce di Aurora è l’utilizzo della macchina da presa. Lavorando con un paio di operatori, Charles Rosher e Karl Struss, Murnau attinse alla sua esperienza nel movimento espressionista tedesco e si ispirò ai ritratti dei maestri fiamminghi, in particolare a Vermeer. Collegata con eleganti ed originali movimenti di ripresa accentuati da effetti ottici, la fotografia di Aurora appare magistrale. Il film ottenne assieme a Wings di William Wellman nel 1928 i primi premi Oscar della storia del cinema con Janet Gaynor (miglior attrice), Charles Rosher e Karl Struss (miglior fotografia) e William Fox (miglior qualità artistica della produzione).

Sunrise (Aurora, 1927) regia Friedrich Wilhelm Murnau; scen. Hermann Sudermann, Carl Mayer; fot. Charles Rosher, Karl Struss; interpreti George O’Brien, Janet Gaynor, Margaret Livingstone, Bodil Rosing, J. Farrell MacDonald, Ralph Sipperly, Jane Winton, Arthur Housman. Prod. Fox. Durata 97 min.

Zerorchestra plays Murnau. Le musiche sono composte da Romano Todesco, Didier Ortolan e Saverio Tasca, mentre l’ensemble è completato da Luca Grizzo (percussioni) e da un quartetto d’archi composto da Simone D’Eusanio (violino), Paolo Ellero (violino), Giuliano Pavan (viola), Martina Bertone (violoncello).

Anteprima: Aurora con la nuova partitura è stato presentato per la prima volta a Pordenone a Cinemazero il 31 luglio 2003 nell’ambito di Estate in città.

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