Note dal Fronte

Il progetto “Note dal Fronte” si segnala per l’originale approccio multidisciplinare, che assembla l’arrangiamento di brani popolari di guerra e motivi inediti di produzione Zerorchestra con una rassegna cronologicamente completa ed esaustivamente tematica di pellicole girate “dal vero” dagli operatori italiani, austro-ungarici e americani tratte dall’archivio cinematografico de La Cineteca del Friuli, contrappuntate le prime e le seconde dalla lettura di brani diaristici di militari dei diversi eserciti.

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Le diverse fonti – musicali, filmiche, autobiografiche – si fondono in un unico prodotto emozionale che, nello stesso tempo, racconta la guerra, ammonisce sugli stili della propaganda, li confronta con i racconti autobiografici dei soldati, rimanda con taglio contemporaneo alle principali musiche popolari e non scaturite dal conflitto.
Il montaggio delle immagini che si susseguono sullo schermo divise in sette capitoli cronologici è stato curato da Lucio Fabi e Piero Colussi con la collaborazione tecnica di Tommaso Lessio.

1915 – La guerra bianca: Il fronte più alto della Grande Guerra, combattuto da italiani e austro-ungarici fino a 3000 metri d’altezza, va dalle cime dell’Ortles alla Valsugana, dalle Dolomiti alle Alpi Carniche e al Monte Nero. Le splendide riprese di Luca Comerio, il principale cineasta di guerra italiano, documentano l’attività di reparti alpini sull’Adamello, tra il 1915 e il 1916.

1916 – Gorizia contesa: Le battaglie più dure e sanguinose di tutta la guerra italo-austriaca vengono combattute sul Carso e sull’Isonzo, il fronte principale degli attacchi italiani, difeso in trincea dalle truppe austriache schierate sull’Altopiano di Doberdò, sul monte San Michele da cui il 29 giugno 1916 parte l’attacco ungherese con il gas, sul monte Sabotino e lungo l’Isonzo.

1917 – Inferno carsico: Dall’autunno 1916 all’estate 1917, impiegando un numero crescente di uomini, cannoni e materiali, l’esercito italiano tenta inutilmente di superare il fronte austro-ungarico. In circa 30 mesi di combattimenti sul fronte dell’Isonzo muoiono circa 300.000 italiani e almeno 150.000 austro-ungarici, alcuni milioni sono i feriti, mutilati, ammalati, dispersi e prigionieri dei due eserciti.

1917/18 – Il Friuli invaso: All’alba del 24 ottobre, dopo un bombardamento intensissimo con i gas sulle prime e seconde linee italiane tra Plezzo e Tolmino nell’Alto Isonzo, reparti d’assalto austro-ungarici e tedeschi sfondano in diversi punti le linee italiane e dilagano verso il Friuli. L’occupazione austro-tedesca del Friuli e di parte del Veneto viene ampiamente documentata dai cineoperatori al seguito delle truppe, e già dopo poche settimane i cinema austriaci e tedeschi proiettano le immagini della loro vittoria, con le città di Udine e Cividale, occupate da militari austro-tedeschi e affollata di prigionieri italiani, che diventa il simbolo del cosiddetto “miracolo” di Caporetto

1918- Il fronte del Piave: Le armate italiane schierate dal Monte Grappa al Montello e lungo il corso del Piave respingono l’offensiva austro-tedesca d’inizio novembre. Nei mesi seguenti il generale Armando Diaz, succeduto a Cadorna alla guida dell’esercito, con l’aiuto di giovani rincalzi (i cosiddetti “ragazzi del ’99”) e rinforzi alleati in uomini e materiali, organizza un efficace e profondo sistema difensivo che nel giugno 1918 riesce a fermare l’offensiva lanciata dalle armate austro-ungariche.

1918 – Arrivano gli americani: Oltre ad alcune armate inglesi e francesi presenti in Italia dalla fine del 1917, nell’estate del 1918 arriva per ferrovia dal fronte occidentale il 332° reggimento di fanteria, circa 3.000 uomini al comando del colonnello William Wallace, accampati tra Villafranca, Custoza, Sommacampagna e Valeggio. La presenza americana sul fronte italiano è documentata da moderne riprese cinematografiche dei Signal Corps.

1918 – A Trento e a Trieste: La fine della guerra coincide con l’occupazione delle città simbolo di tutto il conflitto. Le due città vengono raggiunte rispettivamente per terra e per mare il 3 novembre 1918, a conclusione di quella che viene definita la “battaglia di Vittorio Veneto”. Fiumi di prigionieri austriaci e la centrale Piazza Dante con la popolazione festante a Trento, l’arrivo del re Vittorio Emanuele III a Trieste e anche qui le manifestazioni di gioia della popolazione, tra cui si identificano numerosi militari dell’ormai ex esercito asburgico.

Note dal Fronte: le immagini. La guerra d’Italia a 3000 metri sull’Adamello (1916) Ripley’s Film, Roma, Dentro la trincea (1917) di Luca Comerio Lobster Films, Parigi, Gorizia distrutta (1916),  Sascha Film (1918), Filmarchiv Austria, Vienna, Les Annales de la Guerre n. 8 (1917) di Luca Comerio, Centre National du Cinéma et de l’Image Animée, Bois d’Arcy, L’avanzata delle forze armate, Sascha Film (1918), Filmarchiv Austria, Vienna, Grado, Udine, Sascha Film (1918), Filmarchiv Austria, Vienna, Antologia della Grande Guerra: Verdun, Piave, Tagliamento (1918) Anthony Saffrey, Londra, La battaglia sul Piave (1918) di Silvio Laurenti Rosa, Reparto Cinematografico dell’ Esercito Italiano, Ripley’s Films, Roma, Ingresso degli italiani a Trento e a Rovereto (1918), Reparto Cinematografico dell’Esercito Italiano, Ripley’s Films, Roma, Primo omaggio di Trieste liberata al suo Re (1918), Reparto Cinematografico dell’Esercito Italiano Lobster Films, Parigi, US Army Activities in Italy during the World War I  (1918), NARA, National Archives and Records Administration, Washington. Un particolare ringraziamento all’Istituto Luce/Cinecittà. Durata 70 min.

Note dal Fronte: le musiche. L’accompagnamento partirà non da composizioni originali, ma dal ricchissimo materiale esistente proveniente dalle varie melodie (sia popolari che d’autore) ispirate e composte durante il periodo ’15-’18. A questa prima fase di selezione è seguito un lavoro vero e proprio di composizione firmata da Angelo Comisso e Francesco Bearzatti, completata con arrangiamento ed orchestrazione svolti insieme al coordinatore artistico, Romano Todesco (che suona anche contrabbasso e fisarmonica), ed eseguita dalla formazione composta da Francesco Bearzatti (sassofoni e clarinetti), Mirko Cisilino (tromba, flicorno e trombone), Angelo Comisso (pianoforte), Didier Ortolan (clarinetti e sassofoni), Luca Colussi, Luigi Vitale e Luca Grizzo (percussioni), Gaspare Pasini (sassofoni).

Note dal Fronte: le parole.  I testi e le diverse testimonianze autobiografiche provengono da una ricerca condotta presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e dall’archivio privato del curatore scientifico del progetto Lucio Fabi.
La voce recitante è dell’attore Sandro Buzzatti.

Anteprima: la prima rappresentazione dello spettacolo è avvenuta a Spilimbergo nella Loggia Comunale il 12 giugno 2016 nell’ambito del festival “Le giornate della luce”.

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